- Coltura: camomilla comune (Matricaria chamomilla), annuale, si coltiva per i capolini (i fiorellini) da essiccare.
- Semina: settembre nei climi temperato-freddi, ottobre-novembre nei climi caldi; raccolta da maggio.
- Resa indicativa (FIDAF): circa 1.800 kg/ha di fiori freschi, circa 500 kg/ha di fiori lavorati.
- Mercato: piccolo e in gran parte a contratto con l’industria; l’Italia importa molta camomilla dall’estero.
- Reddito: fino a circa 4.500 €/ha l’anno nelle migliori condizioni, con costi di circa 2.500 €/ha.

Che pianta è e a cosa serve
La camomilla è una pianta erbacea annuale dai fiori bianchi con il centro giallo. Dai capolini essiccati si ottengono tisane, estratti per l’erboristeria e la cosmesi. In Italia è sempre stata una coltura di nicchia: secondo i dati FIDAF le superfici erano di circa 170 ettari nel 2018, e buona parte del prodotto usato dall’industria arriva da Paesi come Polonia, Germania, Argentina ed Egitto.
Terreno, semina e cura
Il terreno va preparato bene, con un’aratura di 30-40 cm e un affinamento superficiale, perché il seme è molto piccolo. La semina si fa a settembre nei climi temperato-freddi e in ottobre-novembre dove il clima è più caldo; seminare in primavera è possibile ma la resa è decisamente inferiore. Il seme non si interra: si appoggia sul terreno ben livellato. Serve irrigare con regolarità e, soprattutto all’inizio, tenere pulito dalle erbacce, perché la giovane pianta fa fatica a competere.

Raccolta ed essiccazione
Si raccoglie in piena fioritura, in primavera, a partire da maggio. I capolini vanno staccati dalla pianta (a mano su piccole superfici, con macchine specifiche su superfici più grandi) e poi essiccati rapidamente: è l’essiccazione fatta bene che determina qualità e prezzo. Per questo, chi coltiva senza un essiccatoio proprio deve accordarsi prima con chi lavorerà il prodotto.
Quanto si può guadagnare
La resa di un terreno coltivato a camomilla è alta: da un ettaro si possono ricavare fino a 400 kg di capolino puro, più 400-500 kg di parte aerea fiorita setacciata. Il capolino puro vale circa 6 euro al kg, il fiore setacciato circa 3 euro. Nelle migliori condizioni si arriva quindi a circa 4.500 euro per ettaro all’anno.
A questa cifra vanno sottratti i costi di produzione: sementi e concimi, lavorazioni meccaniche per semina, preparazione del terreno e raccolta, essiccazione e stoccaggio, per un totale di circa 2.500 euro per ettaro all’anno. Per riferimento, i dati FIDAF indicano circa 1.800 kg/ha di fiori freschi e circa 500 kg/ha di prodotto lavorato.
Rischi da considerare
- Mercato stretto: pochi acquirenti e concorrenza di prodotto estero a basso costo.
- Manodopera: la raccolta è il costo più pesante, specie senza macchine.
- Meteo: pioggia in fioritura rovina i capolini e complica l’essiccazione.
- Biologico: molti acquirenti chiedono la certificazione bio, che ha costi e tempi suoi.

Conclusione
La camomilla può essere una buona coltura complementare, soprattutto per aziende piccole che hanno già un acquirente e un modo per essiccare. Non è una coltura “facile da reddito”: senza contratto e senza essiccazione il rischio è alto.
Fonti
- FIDAF, dati sulle piante officinali in Italia (scheda camomilla, 2018).
- Schede tecniche di coltivazione della camomilla comune (es. Wikifarmer, My-Personaltrainer).

Chi scrive
Questo articolo è a cura della redazione di Noi Siamo Agricoltura, la community agricola italiana con oltre 368.000 persone. Conosci il team →
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